VENERDI 27 GIUGNO - TRAVERSATA A NUOTO DELLO STRETTO
LA LEGGENDA DI SCILLA E CARIDDI

Secondo la leggenda Scilla era una bellissima ninfa e di lei si era profondamente innamorato il dio marino Glauco che perciò respinse l'amore di Circe.
La maga, offesa e indispettita, decise di vendicarsi mediante le sue magie: preparò uno strano succo a base di erbe misteriose, si recò presso la sorgente dove Scilla era solita bagnarsi e vi versò la terribile pozione.
Non appena Scilla si bagnò, il suo corpo subì un'orrenda trasformazione: mentre la parte superiore rimase immutata, dalla parte inferiore comparvero sei feroci cani, ciascuno con una orrenda bocca fornita di tre file di denti appuntiti, che latravano in modo impressionante.
Essi erano dotati di lunghissimi colli a forma di serpenti i quali afferravano gli esseri viventi a cui potevano arrivare e li divorava . Diventata così mostruosa, Scilla andò a nascondersi presso lo stretto di Messina in un antro là dove la costa calabra si protende verso la Sicilia. Da lì seminava strage e terrore contro i naviganti che imprudentemente le passavano vicino.
La leggenda racconta che, quando Eracle attraversava l'Italia con il bestiame di Gerione, Scilla divorò alcuni buoi e perciò l'eroe la uccise. Ma il dio Forco che era il padre di Scilla, con l'aiuto di alcuni incantesimi richiamò in vita il mostro.

Tra le leggende più belle appartenenti al patrimonio culturale dell'antica Messina, la più nota è, senza dubbio, la leggende che ricorda l'esistenza del mostro Cariddi, mitica personificazione di un vortice formato dalle acque dello stretto di Messina.
Cariddi, ninfa mitologica greca , figlia di Poseidone e di Gea (la terra) era tormentata da una grande voracità.
Quando Eracle passò dallo stretto di Messina col l'armento di Gerione (un mostro o gigante fornito di tre teste e tre corpi uniti all'altezza della cintola), essa gli rubò alcuni buoi e li divorò. Per questo fu colpita dal fulmine di Giove, precipitata in mare e trasformata in un mostro.
Il primo a raccontare questo mito fu Omero che lo descrisse in modo così perfetto da farlo sembrare credibile; spiegò anche che Cariddi si trova di fronte a Scilla. Omero racconta che il mostro ingoiava tre volte al giorno un 'enorme quantità d'acqua e poi vomitava trattenendo tutti gli esseri viventi che vi trovava.
Anche Virgilio parla di Cariddi nel suo poema intitolato Eneide.
Dal libro "Santi, Banditi, Re, Fate e ... Odori"
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PROSSIMO ANNO.......VIA ALPINA

Dopo tre anni di lavoro la Via Alpina è stata così ufficialmente inserita nel prossimo impegno. Piccone, badile e primo maxi-segnale plurilingue con piantina a colori: come logo, un paio di baffi stilizzati alla Francesco Giuseppe.
Lì si spiega come puoi camminare dal castello di Miramare a Trieste fino a Palazzo Reale dei Ranieri a Monaco, valicando le Alpi, macinando 5 mila chilometri, sconfinando per 44 volte in 80 comuni, passando dal mare ai ghiacci sopra i 3 mila metri in 341 tappe, potendo scegliere tra 5 itinerari internazionali, visitando 40 parchi, maghe, santuari, castelli e musei. Il turismo di scoperta della vecchia Europa contro la febbre da conquista dell'Asia made in Usa.
Il percorso da trekking più lungo del mondo, realizzato dai Club Alpini di Italia, Francia, Principato di Monaco,Svizzera, Lichtenstein, Germania, Austria e Slovenia.
Otto nazioni e altrettante regioni e province italiane collaborano ad un grande progetto culturale, ambientale e turistico, ideata dall'Association Grandee Traversée des Alpes di Grenoble con una filosofia semplice: trasformare le frontiere di ieri nelle cerniere di oggi, collegare in un tracciato escursionistico migliaia di sentieri che percorrevano il più vasto massiccio montuoso europeo. Essenziali le regole del gioco: la Via Alpina si può percorrere in tappe di un giorno, ogni punto è raggiungibile con i mezzi pubblici, ogni tratto ha punti di ristoro per ogni tasca. Anche il tracciato, finanziato con 4 milioni di euro da Unione europea e amministrazioni locali, è per tutti: dall'Adriatico al Mar Ligure senza superare i 1000 metri di quota, o verso vette e ghiacciai eterni.
La Via Alpina, governata da un comitato internazionale, ora strizza l'occhio all'economia eco-compatibile: artigianato artistico, prodotti in via d'estinzione ed enogastronomia locale.
Un mondo da mettere nello zaino, tra le Dolomiti e il Bernese, dalle Caravanches al Vallese. A passo d'uomo, ci mancherebbe.
da 0 a 3000 metri
da una riva all'altra, passando dal punto più alto, situato a 3017 metri, sul Niederjoch (confine italo-austriaco).
5000 Km
il tracciato della Via Alpina, riveduto dall'insieme dei partner all'inizio del 2001, si compone di cinque tratti: gli itinerari rosso, viola, giallo, verde e blu, che rappresentano, in totale, più di trecento tappe e circa 5000 km di sentieri escursionistici.
341 tappe... un anno di escursioni
Italia: 121 tappe
Austria: 70 tappe
Svizzera: 54 tappe
Francia: 40 tappe
Germania: 30 tappe
Slovenia: 22 tappe
Liechtenstein: 3 tappe
Principato di Monaco: 1 tappa
di cui 58 tappe transfrontaliere
CRISTINA SCOTTO . GIOVANNI FIANNACCA

Ho scoperto da “grande”, vent’anni suonati, di avere discrete doti di nuotatrice e, superfluo dirlo, anche per me galeotto è stato l’incontro con Nino Musciumarra. Poche bracciate insieme sono state sufficienti per ritrovarmi reclutata in una simpatica armata che girava in lungo ed in largo l’Italia per disputare le gare del Grand Prix di Nuoto di Fondo e Gran Fondo, insieme al Fazio della “corsia accanto”. Questo accadeva negli anni 1987 e 1988. Il lavoro, però, non era facilmente conciliabile con i piacevoli ma faticosi viaggi per raggiungere le località del centro Italia, dove allora si svolgeva la totalità delle gare. A malincuore, dunque, nel 1989 ho dovuto interrompere la mia partecipazione al Grand Prix. Ho deciso però di emulare Nino Fazio e, nel settembre dello stesso anno, ho affrontato la mia prima traversata in solitario, nuotando dall’isola di Vulcano a Capo Calavà. Dal preciso istante in ho toccato terra, dopo otto ore, una passione direi quasi insana si è impadronita di me. Nel 1991 ho nuotato da Vulcano a Capo d’Orlando, 33 km in 11 ore e 14 minuti, nel 1992 da Salina a Capo d’orlando, 46 km in 14 ore e 27 minuti e, per finire, nel 1994 da Lipari a Milazzo, 35 km percorsi in 13 ore. Esperienze che hanno lasciato dentro me segni indelebili oltre alla certezza, e non è retorica, che se la mente vuole il corpo arriva a qualunque traguardo.
Nel frattempo lo Stretto era il mio più amato campo di allenamento. Tante traversate, compresa una doppia nel Luglio 1997, ripercorrendo la rotta di una delle ultime edizioni del Trofeo Scilla e Cariddi, a cui avevo partecipato precedentemente.
Solo quest’anno, complici il ritrovato feeling con la piscina e gli amici di sempre ed il tesseramento con la società “Nuoto Milazzo “Carmelo Nicosia, ho partecipato al Campionato Italiano di Fondo, vincendo il titolo regionale Master 35.
Oltre alla passione stessa per le traversate, con Nino Musciumarra ho conosciuto anche il piacere di trasmetterla a coloro che si avvicinavano al nuoto. Con il suo aiuto, fino a quando la salute glielo ha permesso, e poi in seguito come responsabile tecnico della Polisportiva Albatros di Messina, ho partecipato all’organizzazione di nove edizioni del Trofeo Albatros, durante il quale decine di atleti portatori di handicap, hanno attraversato lo Stretto di Messina.
Inutile aggiungere che la mia vita di tutti i giorni ruota intorno alla piscina ed il mio buon umore è direttamente proporzionale al tempo che riesco a trascorrere in acqua!!! Condivido la mia passione per l’acqua con Fabrizio, anche lui nuotatore di fondo, sono impiegata, e ho due figli, Alessio e Maria Chiara.
Definire Fiannacca "barcaiolo" con riguardo allo Stretto e alle traversate sarebbe ridicolo. Giovanni, pescatore con la passione del nuoto, è il Re dello Stretto innanzitutto come nuotatore. E' suo infatti il record assoluto della singola traversata, ottenuto nel lontano '75, ma è stato anche detentore di quello sull doppia distanza. Oggi è il barcaiolo più richiesto (e più bravo) nello Stretto, ma con le sue barche Colapesce I e Don Ninai vi accompagnerà dovunque siano necessarie esperienza e passione. TEL. 090.310287












